Nell'estate del 2018 don Giovanni ha ricevuto l'obbedienza per venire come incaricato all'Oratorio Sant'Agostino di Milano. Dopo 11 anni trascorsi all'Oratorio Rondinella di Sesto San Giovanni, gli veniva chiesto di aprire una nuova pagina della sua vita salesiana, fortunatamente ancora in un contesto oratoriano. Milano, per lui, non rappresentava una destinazione ignota, ma piuttosto un ritorno a casa: è infatti milanese ed è cresciuto non lontano da via Copernico, a Porta Venezia. Arrivò in un caldo pomeriggio d'agosto del 2018, e la primissima persona che incontrò fu Battista, un incontro tutt'altro che casuale, sicuramente provvidenziale.
Quello appena trascorso è stato per lui il ventinovesimo Grest vissuto in oratori salesiani: 2 ad Arese, 4 all'Oratorio Sacro Cuore di Bologna, 4 all'Oratorio Don Bosco di Bologna (dove oggi si trova don Virginio), 11 a Sesto San Giovanni e 8 qui, a Milano, al Sant'Agostino. Il Grest chiamato altrove Campi estivi, Estate Ragazzi, Grandi Vacanze resta secondo lui senza dubbio il periodo più bello dell'anno oratoriano: un'occasione preziosa per trascorrere insieme, bambini, ragazzi e animatori, tante ore della giornata. È sempre un'esperienza straordinaria, dove si respira autenticamente lo spirito di famiglia, e l'Oratorio diventa per molti la "seconda casa".
In quasi trent'anni, racconta, sono cambiate molte cose: i bambini, i ragazzi, gli animatori. Sono cambiate le famiglie e, in particolare, i genitori. Eppure l'Oratorio estivo continua ad avere molto da offrire e da comunicare. Rimane una vera e propria "palestra di vita", uno spazio educativo che consente a tutti di crescere secondo lo stile di don Bosco. Ciò che lo sorprende, negli ultimi anni, è la partecipazione degli animatori, sempre più impegnati e consapevoli del valore di questa opportunità di servizio verso i più piccoli. I suoi animatori sanno di essere preziosi per la Comunità, e a loro viene richiesto molto. Il motto che li guida è tratto dagli Atti degli Apostoli: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere" (At 20,35).
Coordinare un Grest con circa 500 partecipanti e circa 90 animatori è, secondo don Giovanni, un impegno gravoso e faticoso, che richiede un vero e proprio lavoro di preparazione con gli animatori, quasi tutti ragazzi impegnati in percorsi formativi all'interno dell'Oratorio. È essenziale conoscere questi adolescenti, per poter "personalizzare" il loro cammino. Da solo, dice, non potrebbe fare nulla: fondamentale è condividere il progetto, innanzitutto con suor Maura, suo prezioso braccio destro in Oratorio durante tutto l'anno. Inoltre, ogni estate, l'Ispettore regala aiuti fondamentali per la gestione del Grest e per l'animazione degli stessi animatori. Per 4 anni ha avuto la fortuna di collaborare con Federico (oggi don Federico), e da quest'anno anche con Giona, che si è inserito immediatamente e promette davvero bene.
Riguardo alla soddisfazione per questo Grest 2026 "Bella Fra", don Giovanni osserva che una valutazione più approfondita andrà fatta con calma, tra qualche tempo. Per ora, a caldo, può dire che il clima respirato durante queste 8 settimane è stato molto sereno. Questa "maratona" ha visto protagonisti gli animatori (circa 70) e gli aiuto-animatori di terza media (30), davvero encomiabili: hanno saputo fare squadra, mettendo ciascuno i propri talenti al servizio di un buon esempio per i più piccoli.
Molto riuscita è stata, racconta ancora, la scelta di farsi accompagnare da Fra Marcello, dei frati di viale Piave, nel cammino di conoscenza su san Francesco: ogni lunedì mattina veniva a trovarli e suggeriva una pista di riflessione che ha permesso di sentire davvero il santo di Assisi come "uno di famiglia". Un'altra novità, mossa particolarmente azzeccata, è stata la visita in Basilica il venerdì mattina, per ringraziare il Signore dei tanti doni ricevuti nella settimana e per poter premiare, con una statuetta di san Francesco, i bambini, i ragazzi e gli animatori che si erano messi "più in luce" con il loro comportamento.
Otto settimane sembravano, all'inizio, un po' un azzardo: si sono invece rivelate davvero un "tempo di grazia", di cui rendere lode al Signore. I bei ricordi, così freschi, aiuteranno a sconfiggere la nostalgia del Grest che attanaglia nel vedere i cortili vuoti e silenziosi. Non resta che attendere, con la solita gioia e impazienza, il Grest del prossimo anno.