Ciao, io sono Don Sandro. Sono prete da 32 anni, e quest'anno cambio casa: mi trasferisco a Treviglio, dopo cinque anni qui a Milano.
La mia giornata comincia presto, con la comunità salesiana e la messa. Poi c'è il lavoro d'ufficio, gli incontri, e nel pomeriggio l'oratorio, con tutto quello che succede ed è la parte che amo di più. La sera, preghiera e cena insieme ai confratelli, e poi magari un po' di telegiornale prima di andare a dormire.
Il mio santo preferito è Don Bosco: per me è un punto di riferimento enorme. Da ragazzo, ad Arese dove sono cresciuto, mi piaceva il lavoro pratico e manuale ho fatto una scuola superiore in ambito elettronico, poi ho studiato chimica industriale. Ma la strada mi ha portato altrove: sono entrato tra i Salesiani, ho studiato filosofia e teologia, e cinque anni fa il mio superiore mi ha mandato qui a Milano.
Essere insieme Don e direttore non è semplice: bisogna tenere insieme due ruoli grandi, cercando di accogliere le persone e allo stesso tempo guidare la comunità. Ma in questi cinque anni ho visto crescere il senso di appartenenza, la qualità degli animatori, il coinvolgimento delle famiglie. È stato un bellissimo cammino.
Sono contento di quello che faccio. Certo, sbaglio anche io, ogni tanto bisogna chiedere scusa ma non tornerei indietro.
Il mio rapporto con Dio è uno sforzo continuo: spero sempre di riuscire a volergli bene, anche se non sempre capisco cosa vuole da me. La mia vocazione è nata così, piano piano: mia mamma era molto praticante, e poi, crescendo, è stata la frequentazione dell'oratorio a far maturare in me la bellezza di una fede vissuta davvero. Devo molto a lei.
Vengo da una famiglia semplice: ho un fratello, Andrea, e due sorelle, Donatella e Sabina io sono il maggiore. E anche da adolescente lavoravo: consegnavo le uova alle famiglie per guadagnare qualche mancia.
Il mondo, in questi anni, è cambiato tanto: oggi ci sono molte più opportunità, ma anche più difficoltà nello scegliere. Ai miei tempi non c'erano smartphone né social ci si trovava per amicizia vera, non per fare qualcosa insieme. Oggi è diverso, ma spero che l'oratorio resti sempre un posto bello dove stare insieme.